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16 febbraio 2006

| inviato da il 16/2/2006 alle 20:10 | |
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15 febbraio 2006
Il crocifisso resta appeso
Alla faccia di Boselli e dei suoi amici Radicali accomunati solo dall'anticlericalismo e da un'assurda idea di laicità.
| inviato da il 15/2/2006 alle 19:36 | |
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13 febbraio 2006
Capezzone:"Cambieremo il programma entro la fine del mese"
Bertinotti:"Il programma è fatto e non si cambia,la TAV non vi rientra"
Fassino:"Forse non ci siamo espressi chiaramente nella stesura ,ma la TAV è nel programma"
COMINCIA LO SPETTACOLO
| inviato da il 13/2/2006 alle 17:5 | |
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12 febbraio 2006
300 pagine de che?
Ascoltatore:"Che cosa intende fare nei primi 100 giorni di governo?" Prodi:"Scusi,le posso rispondere con serenità?Non è questa la domanda da fare.Perchè uno non è che puo mettere le cose in fila..."
Conduttore:"Qual è la ricetta Prodi per risolvere il problema Alitalia?" Prodi:"Io non sono il ministro dei trasporti nè delle infrastrutture,quindi non mi puo chiedere che cosa io devo fare.Non ho i dati per rispondere"
Conduttore:"Storace sta per limitare le importazioni della pillola RU486,cosa ne pensa?" Prodi:"Mah,questo è un problema di tecnica sanitaria e qui la parola deve essere data alla scienza"
Romano Prodi a Radio 24 31/01/06
| inviato da il 12/2/2006 alle 11:46 | |
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11 febbraio 2006
Fabrizio de Andrè " Un Malato di Cuore"
Cominciai a sognare anch’io insieme a loro poi l’anima d’improvviso prese il volo.
Da ragazzo spiare i ragazzi giocare al ritmo balordo del tuo cuore malato e ti viene la voglia di uscire e provare che cosa ti manca per correre al prato, e ti tieni la voglia, e rimani a pensare come diavolo fanno a riprendere fiato.
Da uomo avvertire il tempo sprecato a farti narrare la vita dagli occhi e mai poter bere alla coppa d’un fiato ma a piccoli sorsi interrotti, e mai poter bere alla coppa d’un fiato ma a piccoli sorsi interrotti.
Eppure un sorriso io l’ho regalato e ancora ritorna in ogni sua estate quando io la guidai o fui forse guidato a contarle i capelli con le mani sudate.
Non credo che chiesi promesse al suo sguardo, non mi sembra che scelsi il silenzio o la voce, quando il cuore stordì e ora no non ricordo, se fu troppo sgomento o troppo felice.
E il cuore impazzì e ora no non ricordo da quale orizzonte sfumasse la luce.
E fra lo spettacolo dolce dell’erba fra lunghe carezze finite sul volto, quelle sue cosce color madreperla rimasero forse un fiore non colto.
Ma che la baciai questo sì lo ricordo col cuore ormai sulle labbra, ma che la baciai, per Dio, sì lo ricordo, e il mio cuore le restò sulle labbra.
E l’anima d’improvviso prese il volo ma non mi sento di sognare con loro no non mi riesce di sognare con loro
| inviato da il 11/2/2006 alle 18:46 | |
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11 febbraio 2006
Vignette e libertà
Il 30 settembre scorso su un quotidiano danese sono state pubblicate dodici vignette satiriche in risposta ad un concorso per illustrare un libro sulla figura di Maometto. Un episodio apparentemente banale ma che ha suscitato reazioni a dir poco sproporzionate al fatto,come vediamo alla televisione in questi giorni. La prima considerazione da fare è quella di chiedersi fino a che punto possa esistere la libertà di stampa, anche negli stati occidentali, fino a domandarsi cosa sia veramente la libertà di stampa. Forse quella di poter offendere in prima pagina il sentimento religioso delle persone? Penso di no. Questo è il sentimento più importante per l’uomo e deve in ogni caso essere rispettato come ha detto anche la Santa Sede appellandosi alla stampa perché “non offenda le religioni”,un richiamo all’etica in un’Europa che non considera più tanto importante il senso religioso dei suoi cittadini.
La seconda considerazione che mi sento di fare è la constatazione che questa vicenda ha rilevato un grave aspetto della cultura negli stati islamici:la mancanza della sopracitata libertà di stampa. Questo porta il mondo islamico alla paradossale richiesta di scuse al governo danese per vignette pubblicate su un giornale di quello stato, è infatti inconcepibile che il governo non controlli ciò che i giornali pubblicano; inoltre la Danimarca è stato occidentale e quindi ha (almeno loro lo riconoscono)radici cristiane e perciò il tutto si trasforma,nel loro immaginario,in un colossale affronto dell’occidente cristiano al mondo arabo-musulmano. Questo strano sillogismo, a loro avviso, giustifica i recenti attacchi a chiese cristiane in Irak (3 morti) e sassaiole contro chiese in altri paesi arabi, attacchi che sono culminati con l’uccisione di padre Santoro da parte di un giovane che ha dichiarato di essere stato turbato da queste vignette. Se si pensa poi che queste immagini sono state pubblicate più di quattro mesi fa e che il caso sia scoppiato solamente durante la scorsa settimana è facile arrivare alla conclusione che siano uno dei numerosi pretesti dei capi fondamentalisti per incitare il popolo musulmano all’odio religioso.
L’ultima osservazione nasce scoprendo negli ultimi giorni la grande quantità di vignette anticristiane nelle quali ci si prende palesemente beffa di Benedetto XVI o di Gesù Cristo stesso che appaiono sui giornali italiani senza che alcun cattolico vada poi ad incendiare la sede del Manifesto o di Liberazione. Questo fatto mostra la fondamentale differenza tra cristianesimo e islam:il perdono. Non un perdono meccanico causato dalla sottomissione della Chiesa in questa società ormai secolarizzata, ma un perdono che richiama a Cristo in croce che muore per noi perdonando i suoi assassini, questa è libertà.
| inviato da il 11/2/2006 alle 18:36 | |
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30 settembre 2004
Un hacker americano sta attaccando da più tempositi islamici fondamentalisti su quali sono state rivendicate più volte rapimenti o uccisioni.
Lo stimo
| inviato da il 30/9/2004 alle 20:26 | |
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30 settembre 2004
E' scontato che nessuno ammetterà mai il pagamento di un riscatto perchè ciò implicherebbe il rapimento di altri italiani da parti di sequestratori convinti che il governo italiano pagherà il riscatto anche a loro.
| inviato da il 30/9/2004 alle 17:29 | |
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22 settembre 2004
Shandon "Evoluzione"
Sto cercando la mia identità Sto capendo che così non va L'importante è sempre credere Non pensare solo a vincere Se qualcuno mi dirà che la vita è tutta qua Io risponderò che No no non ci sto devo camminare ancora No no non ci sto so che lo farò Sto cercando la mia identità Sto scoprendo la mia libertà Non sopporto stare immobile Io mi sento così fragile Se qualcuno mi dirà che la vita è tutta qua Io risponderò che No no non ci sto devo camminare ancora No no non ci sto so che lo farò
| inviato da il 22/9/2004 alle 20:58 | |
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22 settembre 2004
Gente che riflette
ma che non smette di agire
| inviato da il 22/9/2004 alle 20:38 | |
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